Giovanni Batacchi

Giovanni Batacchi

Viticultore e WineMaker

#04 Criticità dell’Agricoltura Moderna

Inquinamento delle falde acquifere

E’ sbagliata la convinzione di alte rese agricole con l’uso di concimi chimici, in quanto le piante ed il terreno non sono in grado di assorbire tutte le sostanze chimiche, una parte di queste finisce per inquinare le nostre acque interne e causare problemi alla nostra salute.

L’ uso continuo di concimi supera la capacità di assorbimento delle piante e del terreno e la parte in eccesso finisce per aumentare problematiche di inquinamento ambientale come quello delle falde acquifere, le acque del sottosuolo; un problema ancora poco preso in considerazione nonostante che il guasto all’ambiente sia molto evidente.

E’ scorretta la convinzione che sia possibile fertilizzare il suolo ricorrendo solo alla chimica. Tale convinzione porta presto al degrado dei suoli, alla desertificazione, oltre a pericolose conseguenze dell’ inquinamento delle acque interne.

Negli anni quaranta i produttori di mais dell’ Illinois, iniziarono a ricorrere in maniera massiccia ai fertilizzanti chimici ed in particolare ai concimi chimici azotati (va puntualizzato che il mais è una coltura avida di azoto, difficile da coltivare naturalmente).

Gli agricoltori statunitensi ricorrendo a dosi sempre più massicce di azoto avevano raddoppiato le produzioni. Del resto i concimi chimici erano economici e permettevano dei buoni redditi nonostante il continuo deprezzamento dei cereali. Uno dei posti più noti per la produzione di mais era la zona vicina al Lago Decatur.

Ben presto, a Decatur,  aumentarono i casi di  metemoglobinemia, una malattia del sangue a cui sono particolarmente sensibili i bambini e che consiste in un anomalo accumulo appunto nel sangue di emoglobina. L’ emoglobina è una molecola addetta al trasporto dell’ossigeno presente nei globuli rossi e la metemoglobinemia è molto grave soprattutto nei neonati visto che può portare alla morte per asfissia o comunque a problemi come ritardo nello sviluppo, mancata crescita, ritardo mentale, epilessia.

Cosa era successo? Fatte le varie anali fu messo in evidenza che l’acqua del rubinetto, (la stessa acqua dichiarata potabile!), conteneva eccessive concentrazioni di nitrati. Il nitrato di per se non pericoloso, se somministrato in dosi eccessive, può diventare pericoloso se convertito dalla flora batterica  intestinale.  La  combinazione  del  nitrato  con  l’emoglobina può dare origine alla metemoglobina.

Il massiccio ricorso ai fertilizzanti chimici, in particolare a quelli azotati ricchi di nitrati, aveva sì aumentato la produttività ma a che prezzo!

Non è a tutti noto che la quantità di azoto da utilizzare nei campi per essere efficace deve essere sempre più elevata in quanto la pianta ne assorbe solo una parte, leccesso finisce nei fiumi, nei laghi, nelle falde acquifere.

Non solo, il mais ottenuto con l’azoto chimico arrecava problemi anche al bestiame se alimentato con questo prodotto, come problemi di riproduzione  e  dimagrimento spesso legati alla mancata trasformazione del carotene in vitamina A e conseguentemente l’alimentazione del bestiame difettava anche delle vitamine D ed E.

Ma il vero problema fu che ci vollero anni per dimostrare che la cause delle malattie erano i  nitrati!

Quando furono trovate eccessive dosi di nitrati nell’acqua potabile a causa dell’inquinamento da concimi azotati, scoppiarono tempeste di polemiche. Purtroppo pochi tra gli scienziati presero rigide posizione contro l’uso dei concimi di sintesi, ad eccezione di alcuni, tra cui il prof. Barry Commoner, direttore del Centro Per La Biologia Dei Sistemi Naturali all’Università Washington di San Louis. Nel 1970 in occasione del congresso annuale dell’American Association for the Adavancement of The Science, illustrò con una dettagliatissima relazione, valida ancora oggi, su come i fertilizzanti all’azoto avevano contaminato le acque dei fiumi del Middle West.

Pochi giorni dopo, con lo scopo di proteggere gli interessi dell’industrie dei fertilizzanti e difendere il grosso giro di affari ed anche la carriera di molti esponenti del mondo agricolo universitario (e non) che fino ad allora avevano consigliato gli agricoltori ad abbandonare l’agricoltura tradizionale per quella industriale ritenute più profittevole e priva di inconvenienti, copie del discorso di Commoner furono consegnate a diversi esperti in agraria presso le più importanti università americane al fine di ridicolizzare le ipotesi dello scienziato. Nonostante tutti i tentativi di metterlo a tacere, nel 1971 Commoner pubblicò una grandissima  opera  dal titolo “The Closing Circle” (Il Cerchio Si Chiude) dove in maniera estremamente chiara dimostrò che era avvenuto un disastro da un punto di vista ecologico. Egli definì quella delle industrie dei fertilizzanti “una delle più astute operazioni commerciali di tutti i tempi”.

Commoner dimostrò che in presenza di azoto sintetico, cessa o comunque diminuisce fortemente da parte dei batteri del suolo la fissazione dell’azoto dell’aria facendo in qualche modo dipendere gli stessi  agricoltori  dai  prodotti  chimici visto  che  non  potevano  più rinunciare almeno nel breve periodo a dare concimi artificiali.

A peggiorare drasticamente le cose è la “moderna” concezione di usare in concomitanza ad una nutrizione solo “artificiale”, l’uso di diserbanti e di pesticidi di sintesi, ma questo apre un altro brutto tema per la nostra salute, che sarà trattato a parte e che e che la grande industria non è in grado più di contenere come dimostrano alcuni fatti di cronaca (come per esempio, la recente condanna nell’anno 2019 della Bayer, in parte chiusa con un patteggiamento da 10,5 miliardi di dollari per chiudere 95mila azioni legali contro il diserbante – il Roundup a base di glifosato-  accusato di causare il cancro.

continua…….

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