L’Organismo Agricolo e
i Ritmi della Natura

L’Organismo Agricolo e
i Ritmi della Natura

bio-artigiani del vino

Pian del Pino oggi è un vero e proprio organismo agricolo che produce al proprio interno gli indispensabili elementi di cui necessita. Possiamo quindi considerare l’azienda come una identità produttiva alla cui organizzazione contribuiscono una moltitudine di fattori finalizzati alla creazione di una unità sana finalizzata alla produzione di vino. Qui è bandito l’uso di qualsiasi tipologia di prodotti chimici (anche da coltivazione integrata) o ogm.

Pian del Pino è quindi un organismo naturale all’insegna della sostenibilità e biodiversità, che  produce al suo interno le materie prime da utilizzare nel ciclo produttivo. Primo fra tutti il foraggio per gli animali da cui si ottiene il prezioso compost con cui si autorigenera la fertilità del terreno.
Bosco, prati, zone umide, vigneti, siepi, pascoli, seminativi  ecc.., sono considerati dei veri e propri organi. Ognuno con la sua funzione, in grado di interagire tra loro e di creare quell’ armonia necessaria a mantenere la
salute dell’organismo agricolo e delle sue componenti.
L’azienda si estende per circa 15 ettari.

Pian del Pino artigiani del vino naturale

I Vigneti

Attualmente i  vigneti,  fortunatamente tutti situati in un territorio poco antropizzato, sono tre: Il Vigneto delle Farfalle, la Vigna del Pratomagno e la Vigna del Pozzo. Questi impianti pur essendo  vicini beneficiano di esposizioni e suoli diversi, questo contribuisce a dare personalità distintiva ai vini.
I filari orientati a Nord/Sud sono allevati nel massimo rispetto della circolazione della linfa,  riducendo quindi al minimo i tagli delle potature.

Nella scelta delle piante da coltivare il nostro sforzo è stato quello di trovare le migliori  in rapporto alle tipologie di suoli con il fine ultimo di ottenere vini di estrema eleganza.

Il Metodo e i processi vitali

Il prioritario obiettivo degli interventi agricoli è quello di attivare i processi che stimolano e rendono vitali le connessioni naturali. Questo è possibile attraverso la cura, in armonia con le condizioni locali, della fertilità del suolo, delle piante coltivate, degli animali domestici.

I tempi di intervento per meglio influenzare i processi vitali sono scanditi dai ritmi della natura stessa, frutto di una comprensione sempre più profonda dei processi naturali.  La tecnica utilizzata prevede l’applicazione degli standards dell’ agricoltura biologica, naturale e dall’anno 2005 anche quelli dell’agricoltura Biodinamica.

La Coltivazione Biologica

Le produzioni e i prodotti rientrano nella certificazione biologica dall’anno 2007.

Il sistema di coltivazione parte dalla considerazione che ogni suolo, anche all’interno di uno stesso vigneto, è diverso da tutti gli altri. Ciò comporta specifiche lavorazioni, specifiche concimazioni  con lo scopo di sviluppare la vita nel terreno oltre a  specifici trattamenti nella massimo rispetto delle piante.

Le lavorazioni del suolo vengono effettuate dove è necessario intensificare i processi biologici. La pratica dei sovesci è ritenuta fondamentale.

L'mpulso della Biodinamica

Crediamo che le piante oltre ad avere bisogno di un habitat vocato abbiano anche bisogno di un suolo vitale che accolga le radici. Per questo siamo molto attenti alla fertilità del terreno. In biodinamica concimare significa “vivificare” e la sua nutrizione viene effettuata solamente con materie naturali di origine vegetale e animale sapientemente compostate e sovesci.
Di conseguenza, in questo sforzo riteniamo essenziale l’uso dei preparati biodinamici.

La Biodiversità:
un'esigenza imprescindibile

Funghi, batteri, virus, insetti, possono creare gravi danni ai vigneti. Lo scopo dell’agricoltura chimica o integrata è ridurre al minimo i trattamenti con lo scopo di abbattere i patogeni. Così facendo non viene creato un ambiente sano, ragion per cui le malattie continuano ad essere sempre più difficili da eliminare.

La nostra filosofia anziché concentrarsi sulla distruzione (comunque sempre momentanea!) dei fattori scatenanti le malattie, mira a sviluppare nelle piante sia la vitalità che la capacità di resistenza verso le avversità. Nel cercare di raggiungere questo obiettivo poniamo la massima cura anche alla preservazione della biodiversità. Soprattutto degli insetti utili in viticultura come le coccinelle, le api, i bombi, le mosche impollinatrici (molto ghiotte di afidi). Mentre gli uccelli soprattutto nel periodo della cova diventano i veri guardiani del vigneto proteggendolo  da molti insetti nocivi.

Il Sistema Vivente

Qual è il miglior modo per garantire questo sistema vivente? Mantenere un ambiente sano dove anche gli animali più delicati, come per esempio la sfinge della vite, possono vivere in sinergia con l’ambiente

sfinge della vite

Non si può certo garantire la vita sulla Terra ricorrendo ai diserbi, insetticidi, erbicidi chimici. Utilizzare comunque sostanze chimiche di sintesi per prevenire le malattie fungine o di altro tipo.
Questo sforzo ci orienta verso lavorazioni manuali e, nel controllo delle malattie, al maggior uso possibile di prodotti a derivazione naturale. A questo proposito macerati, estratti e infusi vegetali, sapientemente e opportunamente impiegati.

Il nostro impegno

Il nostro impegno nella cura e la difesa della biodiversità non si realizza soltanto nella costante attenzione al mantenimento delle condizioni ottimali per accogliere la biodiversità. Questo porta comunque ad incentivare le fioriture e le impollinazioni delle varie essenze, soprattutto nei pascoli. A mantenere adeguate superfici agroforestali salvaguardando le siepi e le barriere vegetali. Questo non sarebbe sufficiente senza il contributo degli altri pilastri della coltivazione secondo natura come per esempio l’obiettivo della massima autosufficienza possibile. La cura del suolo evitando il compattamento ma apportando sostanza organica vivente per ristabilire le forze della terra. La cura dei sovesci, l’attenzione ai ritmi della natura, la continua osservazione dello stato delle piante. Ripristinare insomma quel legame con la natura che la tecnologia rende più distante ed altre ancora.

Le cultivar locali

Nel conseguimento del primario obiettivo di migliorare lo sviluppo della sostenibilità e biodiversità, diamo molta importanza alla cura delle cultivar locali anche laddove la convenienza in termini di quantità sia molto scarsa ,si pensi per esempio alla produzione della varietà autoctona del “Colorino del Valdarno”.

Ie Uve

Le uve che produciamo sono la massima espressione del nostro territorio e del nostro modo di concepire la viticoltura.

Durante la loro trasformazione prestiamo la massima cura affinché possiamo ritrovare nei vini la forza e la vitalità dei frutti, l’autenticità del loro gusto e dei profumi, la massima percezione del luogo di origine.

Per questo le fermentazioni in cantina sono spontanee (senza l’utilizzo di lieviti, nutrienti, tannini, batteri esterni) e l’intero processo di affinamento non prevede l’uso di coadiuvanti enologici di alcun tipo.

Pian del Pino artigiani del vino autentico

La Cantina

La  cantina si trova all’ingresso nel paesino medioevale di Campogialli. Per fortuna il  nonno Giovanni non si fece contagiare dalla “febbre” dell’acciaio che portò negli anni 70 e 80 allo smantellamento dei serbatoi che tradizionalmente venivano costruiti in loco con mattoni, a partire dalla fine dell’Ottocento. 
Quindi oggi la  cantina è in buona parte costituita da botti in legno e da muratura con  diversificate capacità di stoccaggio.

L'affinamento

Nelle botti in mattoni il vino vinifica e si evolve al riparo di sbalzi termici e campi magnetici, in presenza di una pur bassa ma sempre presente microssigenazione. Da queste  botti in mattoni e in legno, nascono i vini artigianali Pian del Pino. Il processo di vinificazione fino all’imbottigliamento è gestito e completato con le attrezzature enologiche  nel rispetto dei ritmi e delle chiarificazioni naturali. Tutto questo, unito alla forte passione, è ben rappresentato dall’eleganza, dall’intensità e dalla longevità dei nostri vini artigianali.