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PIANALTI 2021

19,90

Rosso dei Pianalti del Valdarno di Sopra
Rosso che interpreta in modo più profondo e strutturato il carattere dei Pianalti del Valdarno di Sopra, mettendo al centro il rapporto tra suolo, annata e scelte agricole.

Produzione limitata, legata all’equilibrio dell’uva
e al carattere dell’annata.
Disponibilità variabile nel tempo

Spedizione gratuita per ordini superiori a 80,00 €

Pianalti nasce dalle stesse uve alla base del Sud-Ovest, selezionate in due appezzamenti aziendali, ma segue una traiettoria diversa.
Qui il vino prende la strada della profondità: macerazioni più spinte e un affinamento più lungo in legno.
La differenza non è nella materia prima, ma nella lettura dell’annata e nelle scelte di cantina, pensate per costruire un rosso più ampio e stratificato, capace di evolvere nel tempo mantenendo equilibrio e leggibilità.

Le uve di Pianalti provengono da Vigna delle Farfalle, Vigna del Pozzo e Vigna del Pratomagno, nei Pianalti del Valdarno di Sopra, in un contesto agricolo dove la vite convive con biodiversità, suoli vivi e un lavoro orientato alla continuità nel tempo.
I terreni, di medio impasto a matrice silicea e con buona drenabilità, favoriscono maturazioni complete e regolari, fondamentali per sostenere macerazioni più profonde e una maggiore estrazione naturale.
Qui il Sangiovese costruisce tensione e struttura; il Colorino del Valdarno aggiunge profondità e sostegno, mentre gli altri vitigni completano l’equilibrio complessivo del vino.

ALTITUDINE: 230/240 m. slm
SUOLO: Suoli di medio impasto, con presenza di arenarie e intercalazioni argillose, caratterizzati da una matrice silicea ricca di minerali.
ESPOSIZIONE VIGNETI: Nord / Sud
DENSITÀ D’IMPIANTO: 4500 Viti/Ha
RESA PER ETTARO: 70 quintali Uva/Ha

Le uve, una volta giunte in cantina, vengono diraspate e pigiate in modo estremamente soffice, senza schiacciamento degli acini.
La fermentazione avviene spontaneamente nel serbatoio in muratura, riempiti non oltre il 50%, con una macerazione sulle bucce di circa 15 giorni, condotta senza forzature ma orientata a una maggiore profondità estrattiva rispetto a Sud-Ovest.
Dopo una pressatura molto delicata, non superiore a 1 bar, il vino viene travasato alcune volte (per eliminare le fecce più grossolane), quindi affina per 18 mesi in barriques e tonneaux.
Segue l’assemblaggio finale in acciaio prima dell’imbottigliamento.
Ogni intervento è ridotto all’essenziale, calibrato in funzione dell’annata e dell’equilibrio naturale del vino.
Nessuna chiarifica o filtrazione, solo decantazioni naturali.

VINIFICAZIONE
Diraspatura soffice, vinificazione in rosso con macerazione più profonda
FERMENTAZIONE
Avviata spontaneamente in cemento, segue la fermentazione malolattica
AFFINAMENTO
In legno, per mantenere ampiezza e profondità.
INTERVENTI
Minimi, calibrati in funzione dell’annata

Il 2021 resterà impresso come uno degli anni più difficili degli ultimi decenni, segnato da una delle gelate tardive più severe. Nella notte tra il 7 e l’8 aprile, nei nostri vigneti la temperatura è scesa fino a –7 °C. A pesare non è stato solo il picco del freddo, ma soprattutto la sua durata: oltre 12 ore sotto lo zero.
I fuochi accesi in vigna non sono stati sufficienti a contrastare la forza della gelata notturna, ulteriore manifestazione di un clima sempre più imprevedibile. Nei giorni successivi, nessun albero a foglia caduca è stato in grado di emettere nuove foglie: a maggio il paesaggio appariva spettrale, con querce completamente spoglie.
La resilienza della natura, e in particolare della vite, ha però fatto la differenza. Con un ritardo di circa 30 giorni, le piante hanno ripreso a germogliare, avviando una nuova fase vegetativa.
Nonostante un calo produttivo di circa il 60%, la capacità di reazione della vite, unita a una stagione successivamente favorevole e a un lavoro attento in vigneto, ha permesso di arrivare alla vendemmia con uve sane e di grande qualità.
Pianalti 2021 nasce così da un’annata estrema, segnata dalla selezione naturale e dalla misura delle scelte, dando origine a un rosso di forte identità, concentrato ma equilibrato, dove il detto “poco ma buono” trova una delle sue espressioni più autentiche.