Se la veronica era un sussurro, il favagello è il primo grido di luce nel prato. Lo vedi tra l’erba ancora umida: un giallo lucido, quasi laccato, che sembra fatto apposta per riflettere il sole verso il suolo.
C'è una frase che torna spesso, quando un vino convince davvero: “si sente la mano”. È una frase semplice, ma non banale. Qui non si parla di stile in senso estetico, ma di qualcosa di più importante da costruire: la presenza.
Il giorno della Candelora: per secoli, nella cultura contadina, è stata una soglia. Non perché “finisca l’inverno” per decreto, ma perché da qui in avanti la luce cresce e il paesaggio comincia a cambiare passo.
Negli ultimi anni il termine vino autentico è diventato una presenza fissa nel linguaggio del vino. Compare sulle etichette, nei comunicati, nei racconti di cantina.
Negli ultimi anni il vino ha cambiato posizione nella vita delle persone. Non è scomparso, ma si è spostato.
Un tempo il vino stava dentro la vita. Era parte del pasto, del lavoro, della giornata.