L'Organismo Agricolo e
i Ritmi della Natura

"La ricerca dell’autenticità
parte dal coraggio
di essere se stessi!"

L’Organismo Agricolo e
i Ritmi della Natura

bio-artigiani del vino

Pian del Pino oggi non è solamente un’azienda agricola biologica ma un vero e proprio organismo agricolo autosufficiente. Infatti produce al proprio interno gli indispensabili elementi di cui necessita per la produzione di vino biologico.

Quindi Pian del Pino è un organismo naturale che produce le materie prime da utilizzare nel ciclo produttivo all’insegna  della sostenibilità e della biodiversità. Per esempio il foraggio per gli animali  ci permette di ottenere il prezioso compost con cui si autorigenera la fertilità del terreno. 

Bosco, prati, zone umide, vigneti, siepi, pascoli, seminativi ecc.., sono considerati dei veri e propri organi. Ognuno con la sua funzione, sono in grado di interagire tra loro e di creare quell’armonia necessaria a mantenere la salute dell’organismo agricolo e delle sue componenti. 

 

Vigna delle farfalle

I Vigneti

Attualmente i  vigneti, fortunatamente tutti situati in un territorio poco antropizzato, sono tre: il Vigneto delle Farfalle, la Vigna del Pratomagno e quella del Pozzo.
In realtà questi impianti pur essendo  vicini beneficiano di esposizioni e suoli diversi. Questo contribuisce a dare personalità distintiva ai vini.
I filari orientati a Nord/Sud sono allevati nel massimo rispetto della circolazione della linfa permettendo di ridurre al minimo i tagli delle potature.
Inoltre per la scelta delle piante da coltivare abbiamo ricercato le migliori combinazioni  in rapporto alle tipologie dei suoli con il fine ultimo di ottenere vini di estrema eleganza.

cavalli al pascolo nell'organismo agricolo

Il Metodo e i processi vitali

Il prioritario obiettivo degli interventi agricoli è quello di attivare i processi che stimolano e rendono vitali le connessioni naturali. Questo è possibile attraverso la cura, in armonia con le condizioni locali, della fertilità del suolo, delle piante coltivate, degli animali domestici.

I tempi di intervento per meglio influenzare i processi vitali sono scanditi dai ritmi della natura stessa, frutto di una comprensione sempre più profonda dei processi naturali.  La tecnica utilizzata prevede l’applicazione degli standards dell’agricoltura biologica.

erbe spontanee per il sovescio nell'organismo agricolo

La Coltivazione Biologica

La produzione e i prodotti rientrano nella certificazione biologica dall’anno 2007.

Il sistema di coltivazione parte dalla considerazione che ogni suolo, anche all’interno di uno stesso vigneto, è diverso da tutti gli altri. Questo comporta specifiche lavorazioni, specifiche concimazioni con lo scopo di sviluppare la vita nel terreno effettuando specifici trattamenti nel massimo rispetto delle piante.

La lavorazione del suolo vengono svolte dove è necessario intensificare i processi biologici. La pratica dei sovesci è ritenuta fondamentale.

L'impulso della Biodinamica

Crediamo che le piante oltre ad avere bisogno di un habitat vocato abbiano anche bisogno di un suolo vitale che accolga le radici. Difatti siamo molto attenti alla fertilità del terreno.

Questo è il concetto di fondo che abbiamo appreso dall’agricoltura biodinamica e più nello specifico dai suggerimenti di Rudolf Steiner. Per Steiner concimare significa “vivificare”, quindi la sua nutrizione viene effettuata solamente con materie naturali di origine vegetale e animale sapientemente compostate e con i  sovesci.

Alla base del nostro metodo agricolo naturale , ci sono molti spunti presi da altri metodi e tecniche di coltivazione biologico-naturale , come quelle raccomandate da Albert Howard, Ciril Hopkins, Lydia e Claude Bourguignon, Masanadu Fukuoka, Bill Mollison, Alex Podolinsky, Jerone Irving Rodale e molti altri ancora.

Riteniamo tuttavia che prima ancora del metodo sia necessaria un’accurata osservazione di tutta la natura che ci circonda,  per poter applicare le tecniche di coltivazioni più efficaci, ma rispettose dell’ambiente.

La Biodiversità per proteggere la natura:
un'esigenza imprescindibile

Funghi, batteri, virus, insetti, possono creare gravi danni ai vigneti. Il fine dell’agricoltura chimica o integrata è ridurre al minimo i trattamenti con lo scopo di abbattere i patogeni. Così facendo non viene creato un ambiente sano, ragion per cui le malattie continuano ad essere sempre più difficili da eliminare. La nostra filosofia anziché concentrarsi sulla distruzione (comunque sempre momentanea !) dei fattori scatenanti delle malattie,

biodiversità nel vigneto

mira a sviluppare nelle piante sia la vitalità che la capacità di resistenza contro le avversità. Nel cercare di raggiungere questo obiettivo poniamo la massima cura anche alla preservazione della biodiversità. Soprattutto riguardo agli insetti utili in viticultura come le coccinelle, le api, i bombi, le mosche impollinatrici (molto ghiotte di afidi). Mentre gli uccelli soprattutto nel periodo della cova diventano i veri guardiani del vigneto proteggendolo  da molti insetti nocivi.

biodiversità nel vigneto

Il Sistema Vivente

Qual è il miglior modo per garantire questo sistema vivente? Soprattutto mantenere un ambiente sano dove gli animali, anche quelli più delicati – per esempio le falene come la sfinge della vite – possono vivere in sinergia con l’ambiente.
Non si può certo garantire la vita sulla Terra ricorrendo a diserbi, insetticidi, erbicidi chimici.


Questo sforzo ci orienta verso lavorazioni manuali e, nel controllo delle malattie, al maggior uso possibile di prodotti a derivazione naturale, come macerati, estratti e infusi vegetali, sapientemente e opportunamente impiegati.

Il nostro impegno

Il nostro impegno nella cura e la difesa dell’ecosistema si realizza nella costante attenzione al mantenimento delle condizioni ottimali per accogliere la biodiversità. Per questa ragione cerchiamo di  incentivare le fioriture e le impollinazioni delle varie essenze, soprattutto nei pascoli. Inoltre  cerchiamo di  mantenere adeguate superfici agroforestali salvaguardando le siepi e le barriere vegetali.
Tutto questo non sarebbe sufficiente senza il contributo degli altri pilastri della coltivazione secondo natura, come il continuo sforzo per raggiungere la massima autosufficienza possibile.  La  cura del suolo è sicuramente uno degli obiettivi primari e questo ci ricorda costantemente di :

  • evitare il compattamento.
  • apportare sostanza organica vivente per ristabilire le forze della terra.
  • effettuare costantemente i sovesci.
  •  porre l’attenzione ai ritmi della natura e allo  stato fisiologico delle piante.

Ripristinare insomma quel legame con la natura che la tecnologia talvolta spinge a rendere più distante.

erbe spontanee per il sovescio nell'organismo agricolo autosufficiente
fiori spontanei

Le cultivar locali

Nel conseguimento del primario obiettivo di migliorare lo sviluppo della sostenibilità e biodiversità, diamo molta importanza alla cura delle cultivar locali anche laddove la convenienza in termini di quantità sia molto scarsa ,si pensi per esempio alla produzione della varietà autoctona del “Colorino del Valdarno”.

sangiovese

Ie Uve

Le uve che produciamo sono la massima espressione del nostro territorio e del nostro modo di concepire la viticoltura.
Durante la loro trasformazione prestiamo grande cura affinché sia possibile ritrovare nei vini
la forza e la vitalità dei frutti,
l’autenticità del loro gusto e dei profumi e la massima percezione del luogo di origine.
Per questo le fermentazioni in cantina sono spontanee (senza l’utilizzo di lieviti, nutrienti, tannini, batteri esterni) e l’intero processo di affinamento non prevede l’uso di coadiuvanti enologici di alcun tipo.

botti in muratura

La Cantina

La  cantina si trova all’inizio  del paesino medioevale di Campogialli. Per fortuna il  nonno Giovanni non si fece contagiare dalla “febbre” dell’acciaio che portò negli anni 70 e 80 allo smantellamento dei serbatoi che, a partire dalla fine dell’Ottocento, tradizionalmente venivano costruiti in loco con mattoni.

Per questa ragione oggi la  cantina è in buona parte costituita da botti in legno e in muratura.

l'affinamento

Nelle botti in mattoni il vino vinifica e si evolve al riparo di sbalzi termici e campi magnetici, in presenza di una pur bassa ma sempre presente microssigenazione.
Dai tonneaux in legno e dalle botti in muratura, nascono i vini bio-artigianali Pian del Pino. Il processo di vinificazione fino all’imbottigliamento è gestito e completato con le attrezzature enologiche aziendali nel rispetto dei ritmi e delle chiarificazioni naturali.
Tutto questo, unito alla forte passione, è ben rappresentato dall’eleganza, all’intensità e dalla longevità dei nostri vini bio-artigianali.